Analisi e commento di Daniel L. Davis, colonnello in congedo dell’esercito USA
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Introduzione
Da oltre tre anni ripeto lo stesso concetto: l’Ucraina non ha alcuna possibilità di vincere militarmente questa guerra. E oggi la realtà è ancora più dura: non esiste più nemmeno una via per la sconfitta della Russia.
Il bilancio delle forze è ormai sbilanciato in modo irreversibile a favore di Mosca. Eppure, in Occidente, i media e i think tank continuano a raccontare una storia diversa, fatta di illusioni e slogan.
Il crollo della capacità militare ucraina
Secondo i dati più recenti, oltre 147.000 soldati ucraini hanno disertato nel 2025 (fino a settembre). Le perdite sono altissime, i reclutamenti insufficienti e gli aiuti militari occidentali sempre più limitati.
La Russia, al contrario, non soffre di carenza di uomini né di armi. Ogni mese amplia le sue forze attive e aumenta la produzione di droni, missili e munizioni. Il suo potenziale militare e industriale cresce, mentre quello ucraino collassa.
In breve: Mosca sta vincendo la guerra di logoramento.
L’illusione dell’élite occidentale
Oggi, l’Atlantic Council — uno dei principali think tank di Washington — ha pubblicato un articolo dal titolo
“Dispatch from Ukraine: The Path to a Durable Peace Is Emerging”
L’autore, Frederick Kempe, sostiene che la guerra possa concludersi con una “pace duratura” favorevole a Kiev. Ma la realtà sul terreno smentisce questa narrativa.
Questo tipo di analisi non nasce da obiettività strategica, ma da interessi economici e politici: l’Atlantic Council riceve milioni di dollari da governi e istituzioni legate al settore militare. Come sempre, basta seguire il denaro per capire la direzione del messaggio.
Le tre “fantasie” di pace
Kempe propone tre possibili scenari per l’Ucraina. Vediamoli uno per uno.
1️⃣ Guerra di logoramento
Ammette che un conflitto prolungato favorirebbe la Russia per popolazione, risorse e industria. Fin qui corretto — ma poi ignora la logica della sua stessa analisi.
2️⃣ Falsa pace
Un cessate il fuoco temporaneo senza garanzie reali. Nemmeno questo scenario è credibile.
3️⃣ Pace “giusta e duratura”
Secondo Kempe, Kiev dovrebbe accettare di perdere parte del territorio, ma ottenere:
- truppe europee sul proprio suolo,
- una garanzia di sicurezza americana,
- un ingresso accelerato nell’Unione Europea.
Tutto questo è irrealizzabile. Mosca non accetterà mai truppe NATO ai confini, Washington non offrirà garanzie militari e l’UE è divisa sull’ingresso di Kiev.
Il mito della supremazia tecnologica
Si parla spesso della “guerra dei droni”. È vero che l’Ucraina ha innovato molto, ma la Russia produce più droni, più missili e più sistemi di guerra elettronica.
Ogni progresso ucraino viene rapidamente eguagliato da Mosca, che dispone di una capacità produttiva immensamente superiore. La tecnologia da sola non può ribaltare la guerra.
L’argomento morale: un’illusione
Kempe conclude sostenendo che l’Ucraina vincerà grazie alla forza del popolo, del suo esercito e del coraggio del presidente Zelensky. Ma è solo retorica.
Con 147.000 diserzioni, arruolamenti forzati e città devastate dai bombardamenti, parlare di “forza morale” è un insulto alla realtà.
Le conseguenze della cecità occidentale
Ogni giorno di guerra in più significa:
- altri giovani ucraini morti,
- altre città distrutte,
- un Paese sempre più vicino al collasso.
Le occasioni per la diplomazia sono state sprecate nel 2022, 2023 e 2024. Ogni volta si è scelta la linea della “resistenza a oltranza”, ignorando le conseguenze umane.
L’Occidente dice di difendere la libertà, ma nei fatti sta prolungando la distruzione dell’Ucraina.
Conclusione
La guerra non finirà con la vittoria di Kiev, ma con il suo esaurimento. E quando ciò accadrà, i think tank e i governi che oggi parlano di “pace duratura” dovranno ammettere il proprio fallimento morale e strategico.
L’Occidente ha scelto l’illusione invece della realtà.
E mentre i conti bancari dei consulenti crescono, l’Ucraina muore un giorno alla volta.
🕊️ “Non c’è libertà nella menzogna, né pace nella negazione della realtà.” — Col. Daniel Davis
Tag: Russia, Ucraina, guerra, geopolitica, NATO, Stati Uniti, politica estera, Daniel Davis
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