Gesù non ha mai detto di essere Figlio di Dio? La bufala virale di Umberto Galimberti, smontata versetto per versetto
Nel video divenuto virale, il filosofo e psicoanalista Umberto Galimberti dichiara testualmente:
«Chiudo considerando due piccole cose. Primo: Gesù non ha mai detto di essere figlio di Dio. Anche sta storia, eh… Non l'ha mai detto, non c'è in nessun Vangelo. Lui si è sempre definito "Figlio dell'uomo". E l'unica volta che compare "figlio di Dio", glielo chiede Pilato: "Dicono che tu sei figlio di Dio". E Gesù risponde: "L'hai detto tu". Non ha mai detto di essere figlio di Dio.»
Queste non sono «due piccole cose». Sono due colossali falsità (e la seconda, in particolare, è una clamorosa invenzione) che denunciano una conoscenza dei Vangeli pari a zero. E siccome Galimberti ha persino scritto un libro (Le parole di Gesù), l'ipotesi dell'ignoranza involontaria diventa francamente imbarazzante. Siamo di fronte a una disinformazione costruita ad arte per stupire il pubblico poco informato, a costo di inventare episodi che non esistono e di ignorare quelli che esistono eccome.
Vediamo perché, analizzando punto per punto le affermazioni del filosofo.
1. «L'unica volta che compare figlio di Dio, glielo chiede Pilato» — Mai successo
Galimberti racconta una scena che non è presente in nessun Vangelo. Nessuno dei quattro evangelisti riporta Pilato che chiede a Gesù: «Dicono che tu sei figlio di Dio». Pilato chiede soltanto: «Sei tu il re dei Giudei?» (Mt 27:11; Mc 15:2; Lc 23:3; Gv 18:33). Punto. «Re dei Giudei» non è «figlio di Dio». Sono due titoli diversi: il primo politico, il secondo teologico. L'unico momento in cui Pilato sente parlare di «Figlio di Dio» è in Giovanni 19:7, quando i Giudei gridano: «Noi abbiamo una legge e secondo la legge deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio». Pilato allora si spaventa, interroga di nuovo Gesù («Di dove sei?»), ma Gesù non risponde. Non c'è nessun «l'hai detto tu» in risposta a una domanda su «Figlio di Dio».
La confusione di Galimberti è talmente grossolana che fa sospettare che non abbia mai letto i Vangeli con gli occhi aperti. Forse ha scambiato il processo davanti a Caifa (il sommo sacerdote) con quello davanti a Pilato. È un errore che uno studente di catechismo non farebbe.
2. «Gesù risponde: "L'hai detto tu"» — Sì, ma a Caifa, e significa esattamente il contrario di ciò che pensa Galimberti
Vediamo l'episodio che Galimberti ha storpiato. Durante il processo notturno davanti al Sinedrio, il sommo sacerdote Caifa pone a Gesù questa domanda:
E Gesù risponde:
Marco è ancora più esplicito: «Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?» e Gesù dice: «Io lo sono!» (Mc 14:61-62).
Ora, «Tu l'hai detto» non è un «non sono io, l'hai detto tu». Nella cultura ebraica, questa è una formula di forte assenso affermativo. Corrisponde al nostro «Hai detto bene!», «Proprio così», «Sì, lo sono, l'hai detto giustamente». Il senso è così chiaro che il sommo sacerdote si straccia le vesti e l'assemblea lo condanna per bestemmia. Se Gesù avesse voluto negare, i giudici non avrebbero reagito così.
Galimberti, nell'attribuire questa frase a Pilato (che non l'ha mai pronunciata) e nel travisarne il significato, dimostra di non sapere né a chi Gesù parlasse, né cosa intendesse. È un errore doppio, e inaccettabile per chi pontifica in pubblico.
3. «Non c'è in nessun Vangelo» un «Io sono Figlio di Dio» detto da Gesù — Falso. Eccone almeno due
Lasciamo perdere per un attimo la confusione tra Caifa e Pilato. Veniamo al punto sostanziale: Galimberti afferma che «non c'è in nessun Vangelo» una frase in cui Gesù dichiari di essere Figlio di Dio. Questa è una menzogna fattuale, verificabile nel tempo che occore per aprire il Vangelo e leggerlo.
Nel Vangelo secondo Giovanni, capitolo 10, Gesù sta parlando con i Giudei nel tempio. Lo accusano di bestemmia perché ha detto «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Gv 10:30). Prendono le pietre per lapidarlo. Gesù replica:
Gesù cita se stesso che dice «Io sono il Figlio di Dio». Non sono parole dei discepoli, non sono parole degli accusatori: sono le sue parole, che egli stesso riferisce al presente. È lì. Scritto. Nero su bianco. Nella CEI, nella Bibbia di Gerusalemme, in tutte le traduzioni.
Se Galimberti dice che «non c'è in nessun Vangelo», mente. O non ha mai letto Giovanni 10. O ha deciso di ignorarlo perché gli fa comodo.
Inoltre, durante il processo notturno, Gesù dichiara solennemente: «Io lo sono!» (Mc 14:62), cioè il Cristo, il Figlio del Benedetto. Anche sulla croce, i suoi nemici lo scherniscono dicendo: «Ha confidato in Dio; lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"» (Mt 27:43). La loro testimonianza è una prova storica ulteriore: se Gesù non avesse mai pronunciato quelle parole, i suoi accusatori non avrebbero avuto alcun motivo di rinfacciargliele sul patibolo.
4. «Si è sempre definito Figlio dell'uomo» — Vero, ma irrilevante
Galimberti usa il fatto che Gesù preferisca il titolo «Figlio dell'uomo» come prova che non si sarebbe mai definito Figlio di Dio. È un ragionamento che non sta né in cielo né in terra: dal fatto che uno usi spesso una certa espressione non segue che non ne usi mai un'altra. Io posso chiamarmi «l'autore» e anche «il sottoscritto»: non c'è contraddizione.
Inoltre, «Figlio dell'uomo» nei Vangeli non è un titolo di semplice umanità. Deriva da Daniele 7, dove il Figlio dell'uomo «veniva con le nubi del cielo» e riceveva «potere, gloria e regno» da Dio, venendo adorato da tutti i popoli. Quando Gesù dice che il Figlio dell'uomo siederà alla destra di Dio (Mc 14:62), sta rivendicando un posto che solo Dio può condividere. Quindi anche se non avesse mai pronunciato le parole «Figlio di Dio», il modo in cui parla del Figlio dell'uomo implica di fatto la sua natura divina. Ma abbiamo visto che le parole le ha pronunciate eccome.
📜 Elenco dei versetti: Gesù si riferisce a se stesso come Figlio di Dio Padre
Di seguito, una carrellata completa dei passi in cui Gesù parla esplicitamente della sua relazione unica con il Padre (testo CEI 2008).
✍️ Vangelo secondo Matteo (Mt)
✍️ Vangelo secondo Marco (Mc)
✍️ Vangelo secondo Luca (Lc)
✍️ Vangelo secondo Giovanni (Gv)
Conclusione. Galimberti nel video dice cose che sono oggettivamente false: inventa un dialogo con Pilato, ignora Caifa, ignora Giovanni 10:36, travisa il significato di «Tu l'hai detto». Non è una questione di opinioni o di interpretazioni teologiche. È una questione di elementare onestà intellettuale nei confronti delle fonti. I Vangeli sono lì, li può leggere chiunque. Chi afferma il contrario sta facendo disinformazione.
Questi sono i fatti. I Vangeli parlano. Chi ha orecchi per intendere, intenda. E chi vuole pontificare, prima apra il libro.
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